Electronic music

SYNKRONIZED::Piero Umiliani, pioniere della musica elettronica ::: di Marco Ferretti

today16 Marzo 2021 105

Sfondo
share close
Piero Umiliani, pioniere della musica elettronica ::: di Marco Ferretti
Nume tutelare del moderno jazz italiano. Compositore da oltre centocinquanta colonne sonore. Pioniere della musica elettronica. O, semplicemente, mr. Mah-Nà Mah-Nà, quel motivetto che l’ha reso famoso a livello internazionale e per cui, paradossalmente, non amava essere ricordato.
Piero Umiliani è stato tra i grandi protagonisti dell’affermazione delle musiche del cinema di genere e, a distanza di anni, al centro della ‘riscoperta’ delle librerie musicali, manifestazioni di un illimitato estro creativo. Nato a Firenze il 17 luglio 1926, Umiliani studia legge, come pretende la famiglia, e suona il pianoforte, come ordina l’estro. Sedotto dal jazz trasmesso dalla radio svizzera, quella musica osteggiata dal fascismo, si diploma in contrappunto e fuga al conservatorio di Firenze nel 1952 e, a fronte di un’intensa attività dal vivo, diviene uno dei alfieri della scena nell’Italia liberata. La ricerca di una via ‘personale’ al jazz, in scia alle visioni di Duke Ellington, uno stimolo costante.
 
 
 
Le prime incisioni, le frequentazioni con altri musicisti, la rilettura in chiave dixieland dei classici della tradizione napoletana, gli arrangiamenti per partecipanti al Festival di Sanremo. Umiliani non è più un pianista, è un musicista completo. Un professionista di stanza a Roma. La colonna sonora per il film “I Soliti Ignoti” (1958) di Mario Monicelli la svolta, o ‘il colpo gobbo’, di una carriera in ascesa. È la prima volta che una partitura integralmente jazz commenta le immagini di un film italiano. Il talentuoso artista propone una sorta di versione nostrana del c.d. crime jazz che conquista consensi unanimi, preludio a varie collaborazioni sia con il celebre trombettista Chet Baker che con svariati illustri componenti dell’orchestra Rai di Armando Trovajoli che, con quelli che affiancano le formazioni dirette da Piero Piccioni, Gianni Basso e Oscar Valdambrini rappresentano l’autentica crème del genere. L’attività da compositore per il grande schermo diviene così sempre più centrale.
 
 
Le musiche di Umiliani attraversano tutto il cinema di genere, dal peplum agli spaghetti western, inaugurando il lungo sodalizio con il regista Giorgio Capitani, fino al cinema spionistico in voga nel corso degli anni Sessanta e alle commedie con Franco e Ciccio, senza dimenticare, ovviamente, gli importanti contributi per il filone del giallo all’italiana. Nel frattempo, il maestro, in anticipo sui tempi, decide di salvaguardare la propria indipendenza dal mercato discografico, al netto di molteplici incisioni per le maggiori realtà editoriali di allora, mantenendo il controllo del proprio lavoro e creando l’etichetta Omicron. Negli anni successivi, Umiliani inizia a collaborare con il regista Luigi Scattini, musicando un ciclo di mondo movie che hanno segnato un’epoca, tra cui “Svezia, Inferno E Paradiso” (1968), in cui figura proprio Mah-Nà Mah-Nà, in seguito commento anche delle disavventure dei pupazzi The Puppets. È la punta di una iceberg di enormi dimensioni.
 
 
La colonna sonora annovera, infatti, la presenza di Gato Barbieri, Bruno Biriaco, Alessandro Alessandroni, Edda Dell’Orso, Giovanni Tommaso, I Marc 4 come esecutori. Una stella polare. Così come quella per “La Legge Dei Gangsters” (1968), altrettanto indimenticabile, complice il vibrafono di Franco Chiari, la chitarra di Mario Gangi, la tromba dello stesso Oscar Valdambrini e la presenza di altri ‘fedelissimi’ collaboratori quali Cicci Santucci, Gino Marinacci, Berto Pisano e un giovanissimo Enrico Pieranunzi. Al termine di quell’anno simbolico, non solo per la musica applicata, Umiliani compie un ulteriore ‘upgrade’ artistico, rilevando alcuni locali nel quartiere Trionfale a Roma, trasformati in breve nello studio di registrazione Sound Work Shop. L’apertura di una propria sala di registrazione dotata di moderni sistemi di proiezione e moviola consente una migliore ‘gestione’ artistica-compositiva delle colonne sonore e, soprattutto, delle librerie musicali.
 
 
All’interno degli ottantadue metri quadri del Sound Work Shop, predisposti per un particolare trattamento acustico adatto a registrazioni multitraccia, non siedono solo affermati collaboratori e amici, ma sono presenti sia gli strumenti ‘classici’ dell’epoca, tra organo Hammond C-3, piano elettrico Fender Rhodes, il pianoforte a coda Petrof, spinetta, vibrafono, batteria Ludwig, ma anche Moog, Mellotron, Synthi, VCS 3. Sintetizzatori che hanno fatto storia, in seguito utilizzati da Pink Floyd, Brian Eno, Kraftwerk, Aphex Twin, Chemical Brothers e molti altri. La passione per i viaggi favorisce, inoltre, l’introduzione in studio di strumenti provenienti da ogni parte del mondo. Mentre il jazz subisce una trasformazione progressiva con contaminazioni elettriche che ne cambieranno i codici compositivi e timbrici, Umiliani si dedica maggiormente alla produzione di sonorizzazioni che contemplano tutte le possibili forme di commento sonoro utile alla produzione radiotelevisiva.
 
Rovi, Zalla, Catamo, Tusco, Moggi i nickname per mascherare la quantità di prodotti diffusi nel corso di un’irripetibile golden age di esperimenti sonori in grado di fornire continue soluzioni articolate e disomogenee, seppur su misura per i fotogrammi di un documentario, un servizio televisivo, un programma radiofonico già esistente o meno. Una ‘conseguenza’ della passione per i viaggi è, di sicuro, il quartetto di librerie musicali “Africa” (1972), “Continente Nero” (1975), “Polinesia” (1975) e “Paesi Balcanici” (1975), l’altra è la grande capacità di aderenza della musica del compositore alle immagini della trilogia di Scattini, “La Ragazza Dalla Pelle Di Luna” (1972), “La Ragazza Fuoristrada” (1973), “Il Corpo” (1974). La metà degli anni Settanta coincide, inoltre, con un nuovo boom della commedia all’italiana, specie a sfondo sexy, un filone alquanto congeniale al maestro che, eccetto i poliziotteschi, ha frequentato con successo tutti i generi cinematografici.
 
 
La Schiava Io Ce L’Ho E Tu No” (1973), “Bruciati Da Cocente Passione” (1976), “Pane, Burro E Marmellata” (1977), “Aragosta A Colazione” (1979), “Odio Le Bionde” (1980), “Teste Di Quoio” (1981), “Bollenti Spiriti” (1981), “Vai Avanti Tu Che Mi Vien Da Ridere” (1982) sono, non a caso, accomunati dal medesimo occhio dietro la cinepresa, quello di Capitani, dalla simultanea presenza di grandi attori comici – Lando Buzzanca, Aldo Maccione, Cochi Ponzoni, Enrico Montesano, Adolfo Celi, Claude Brasseur, Johnny Dorelli, Lino Banfi – e dai commenti sempre pertinenti di Umiliani, vivaci, frizzanti, ballabili. Memorabili, però, anche le partiture per i film “L’Insegnante” (1975), “La Dottoressa Del Distretto Militare” (1976) e “La Soldatessa Alla Visita Militare” (1977), “La Soldatessa Alla Visita Militare” (1978), tutti diretti da Nando Cicero, tra gli ‘specialisti’ del trend sexy e, soprattutto, al centro di un altro duraturo doppio rapporto sia di amicizia che di lavoro.
 
 
“Urlatori Alla Sbarra” (1960), “Il Vigile” (1960), “Colpo Gobbo All’Italiana” (1962), “Smog” (1962), “Intrigo A Los Angeles” (1964), “Una Bella Grinta” (1965), “Orgasmo” (1969), “La Morte Bussa Due Volte” (1969), “L’Arcangelo” (1969), “5 Bambole Per Una Luna D’Agosto” (1970), “Il Fidanzamento” (1975), “Quando La Coppia Scoppia” (1980), “C’È Un Fantasma Nel Mio Letto” (1980). La lista di colonne sonore memorabili è lunga, ricca e oggetto di continue ‘attenzioni’, con annesse prime stampe in cd o ristampe in vinile, da parte di un pubblico trasversale di appassionati a ogni latitudine e longitudine. Un fenomeno che Umiliani ha vissuto in breve e in prima persona a partire dalla metà degli anni Novanta, una volta ripresosi dall’ictus che lo aveva colpito nel 1984, sorprendendosi del travolgente affetto di vecchi e nuovi fan, fino a quel tragico 14 febbraio 2021. Sono trascorsi vent’anni dalla sua scomparsa, ma la sua preziosa eredità in note è viva e vegeta.

Scritto da: wp_281934

Rate it

Articolo precedente

arte

Arte:::Tempo, natura e colore. L’Intimismo luminoso di Rosa Lucia Motta ::: Di Valentina Piscitelli

Groovex non è soltanto uno spazio di esporazione sonora, ma anche la scoperta di nuovi territori della creatività, dei nostri artisti. Groovex si ascolta e si vedeTempo, natura e colore. L’Intimismo luminoso di Rosa Lucia Motta Di Valentina PiscitelliRosa Lucia Motta , è una artista catanese, autodidatta.Si laurea in Scienze Politiche all’Università di Firenze Cesare Alfieri, ma la sua passione la porta ad intraprendere un percorso artistico che rende omaggio […]

today4 Marzo 2021 92 4 2

0%