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Exploring ! Il viaggio nel tempio delle meraviglie di Piazza Navona di Ocram

today5 Febbraio 2021 41 1

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Exploring ! Il viaggio nel tempio delle meraviglie di Piazza Navona di Ocram
Tutti ricordiamo Jacopo, il ragazzo diciottenne che dai tetti di Piazza Navona suonava durante i duri mesi del Lockdown di marzo e aprile. Dalla sua chitarra elettrica prendevano forma i classici del maestro Morricone e del gradissimo Pino Daniele. Le note riecheggiavano tra le meravigliose fontane del Bernini e l’imponente cupola di Sant’Agnese inAgone regalataci dal Borromini, quasi a ribadire che la bellezza di Roma era lì, sempre e comunque, anche in un momento così difficile, per dare forza chiunque ne ha bisogno.


Una passeggiata nel centro storico di Roma equivale a un viaggio nel tempo: è un susseguirsi di epoche storiche che corrispondono alle stratificazioni del suo
sottosuolo. Il termine stratificazione è il più adatto per raccontare Roma nei suoi quasi tre millenni di vita. È proprio dagli scavi storici e archeologici che si entra nelle differenti epoche vissute dalla città. Piazza Navona ne è un esempio.
La piazza che ammiriamo oggi sorge esattamente sopra lo Stadio di Domiziano, costruito dall’Imperatore Domiziano nell’85 d.C. e restaurato da Alessandro Severo nel III secolo. Il suo utilizzo era esclusivamente per i giochi atletici, da qui il nome “in Agone” e poi “in Nagone”. Il sito archeologico sotterraneo è sede di mostre e visitabile dall’ingresso di Via di Tor Sanguigna; la restante parte dei resti dell’antico stadio si trovano nelle cantine dei palazzi soprastanti.
Salendo nella stratificazione superiore si arriva al medioevo: progressivamente lo stadio di epoca imperiale lascia spazio prima a costruzioni povere e poi a palazzi che ne seguono il perimetro e ne
utilizzano i materiali. L’arena centrale si andava via via interrando a causa degli agenti atmosferici e dei crolli della struttura, dando vita a Piazza Navona. L’antico piano di calpestio è più profondo rispetto a quello attuale di circa 5 metri e si può ammirare dalle aperture in Via di Tor Sanguigna, che ne mostrano
ancora le arcate. Il viaggio nel tempo di Piazza Navona giunge così nella seconda metà del 1600, quando la piazza ha giàla forma attuale e si veste delle sue meravigliose opere
d’arte anche grazie al gusto di una donna molto speciale.
Chiamata da tutti la Papessa, per via della parentela con Papa Innocenzo X, di cui era la cognata, Donna Olimpia Maidalchini ha il merito di scegliere i due artisti che renderanno con le loro opere Piazza Navona uno dei siti più visitati del pianeta: Gian Lorenzo Bernini (Fontana dei quattro Fiumi) e Francesco Borromini (Chiesa di Sant’Agnese in Agone), senza dimenticare Pietro da Cortona che affrescò Palazzo Pamphilj. Le due fontane laterali della piazza sono la Fontana del Moro di Giacomo della Porta e la Fontana del Nettuno di Gregorio Zappalà.
Il nostro viaggio nel tempo tra gli splendori di Piazza Navona, il gioiello dell’architettura barocca romana, termina virtualmente con la meravigliosa emozione che il visitatore prova lasciandosi alle spalle via della Cuccagna ed entrando in una delle piazze più belle del mondo. Davanti e sotto di lui la storia parla di Roma e della sua intramontabile bellezza, mentre alla sua sinistra, in fondo alla via, c’è Piazza di Pasquino, con una statua “parlante” che per secoli ha raccontato la Roma dei papi, ma questa è un’altra storia.

Scritto da: wp_281934

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